Percorsi di interesse artistico, culturale e storico

Sulle tracce di Giolitti a Bardonecchia

Un percorso dedicato a Giovanni Giolitti, uno dei protagonisti della storia italiana, che per ben 23 anni, dal 1903 al 1926, scelse Bardonecchia come luogo di villeggiatura.

L’itinerario ripercorre i luoghi maggiormente frequentati dallo statista: la casa in cui soggiornava, i suoi uffici, le sue passeggiate, …

In questi luoghi sono stati posizionati 7 pannelli multimediali e multisensoriali dai quali si può attivare con il proprio smartphone, tramite la scansione di un QR-code o NCF, una descrizione audio-video del sito e “La telefonata di Giolitti” in cui Giolitti chiama e racconta in prima persona la sua vita a Bardonecchia.

Le postazioni sono state predisposte per le persone con disabilità sensoriale (LIS) ed in tre lingue (italiano, francese, inglese).

Un percorso che guida idealmente il visitatore a scoprire com’era Bardonecchia all’inizio del secolo scorso ed ad immaginare paesaggi oggi scomparsi.

Passeggiata del Canale

anche conosciuta come “Passeggiata delle Rose”: un tempo erano presenti molte rose selvatiche

Il percorso è stato costruito sulla copertura del canale realizzato negli anni 1859-1860 per portare l’acqua del torrente Melezet ai cantieri del Traforo ferroviario del Frejus.

Il Canale attraversava con lieve pendenza il versante delle Tre Croci, la Piazza della Fiera, il prato della Parrocchia e Via Grandis, attraversava il torrente Merdovine per proseguire sul versante della Melmise sovrastante all’attuale centrale ENEL.

Con una portata di 1500 litri di acqua si alimentavano dieci compressori che fornivano aria compressa alle perforatrici utilizzate per realizzare il tunnel. Terminati i lavori del Traforo del Frejus nel 1871, il canale venne utilizzato sino agli anni ’60 per portare l’acqua ad una turbina per la produzione di energia elettrica.

Oggi lungo questa facile e piacevole passeggiata che unisce il Borgo Vecchio (Ponte delle Tre Croci) alla frazione di Les Arnauds si possono ammirare diverse sculture in legno, realizzate a partire dal 1981, da scultori provenienti da ogni parte del mondo, in occasione delle varie edizioni del concorso di sculture su legno denominato “Sculture nelle Alpi

Pero centenario

Il pero in piazza Suspize, con i suoi 200 anni, 16,5 metri di altezza e 310 cm di circonferenza del tronco è stato inserito nell’elenco degli “alberi monumentali” della Regione Piemonte.​

Originariamente il pero era parte dei giardini di Casa Suspize, che sorgeva nell’attuale ed omonima piazza. L’edificio realizzato tra il XVIII e il XIX secolo ed appartenuto al segretario comunale, l’Avv. Carlo Suspize, fu per ben 23 estati luogo di soggiorno dello statista Giovanni Giolitti. La casa fu donata al Comune nel 1964 e demolita nel 1994; si salvò solo il grande pero del cortile interno che ora troneggia al centro della piazza.

 

Teleferiche o fili a sbalzo di Rochemolles

A partire dal 1928 alcuni agricoltori-montanari costituirono una società denominata “Società d’la Corda” con l’intento di costruire delle teleferiche su fili fissi per trasportare a valle il fieno prelevato dai versanti scoscesi delle montagne circostanti.

La destra orografica della Valle di Rochemolles è una zona molto aspra con falesia e balze di roccia sotto punta del Vallone, della Gardiola e del Colle della Pelouse; più dolce, invece, la sinistra orografica. Oltre le pareti verticali, venivano sfalciati prati che producevano notevoli quantità di fieno anche in tarda estate ed inizio autunno. I prati, molto scoscesi e difficilmente raggiungibili, venivano sfalciati a mano; il fieno veniva portato in luoghi più bassi e meno pendenti, e raccolto in “trousa” (fasci di fieno contenuti in una rete di corde e paletti in legno marchiati detti banâta). Una volta confezionata la troûsa veniva trascinata a valle con muli, slitte oppure portate sulla schiena dell’uomo.

Con l’avvento delle teleferiche si ridussero notevolmente i problemi, i rischi ed i tempi di lavoro; in poco tempo i fruitori di questa tecnologia passarono da poche unità a circa 44 su una sessantina di famiglie presenti a Rochemolles. Furono erette ben 23 linee: 11 tratte riguardavano il difficile lato destro orografico, 5 tratte riguardavano il più mite lato sinistro orografico e le rimanenti 7 tratte univano i due versanti. Le basi di arrivo erano situate nei pressi dell’abitato di Rochemolles in due regioni distinte (Dařèir ‘l Cantun e Planchë), nonché nelle vicinanze della Vië do Fun.

Negli anni ’60, con l’introduzione dell’uso dell’elicottero per trasporto di persone e materiale, quando divennero obbligatori i palloni segnalatori per tutti i cavi aerei, i fili a sbalzo delle teleferiche vennero tagliati e la fienagione dei prati alti venne abbandonata.

Vecchia vita di paese

A Melezet nella piazza della Chiesa parrocchiale,nelle vie adiacenti e nella via lungo il torrente Melezet sui muri delle case sono esposte una quarantina di stampe antiche di vita quotidiana: fotografie scattate tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900.

Una preziosa testimonianza della vita passata del borgo ed una vera e propria operazione antropologica e culturale di recupero e valorizzazione delle tradizioni e dell’identità alpina.