Fortificazioni

Per circa tre secoli, dopo la distruzione dei castelli di Bramafam e della Tur d’Amun, nella conca di Bardonecchia non fu più costruita alcuna fortificazione.
Con il trattato di Utrecht, furono annesse a quello che stava per diventare il Regno di Sardegna, le alte valli della Dora e del Chisone, con la fondamentale definizione del crinale alpino quale linea di confine.
Con la realizzazione delle strade napoleoniche del Moncenisio e del Monginevro, con la comparsa, a metà Ottocento, delle prime ferrovie e quasi contemporaneamente all’idea di un tunnel ferroviario che attraversasse le Alpi, in una situazione politica che vide la cessione della Savoia alla Francia; anche il forte di Exilles si ampliò in uno sbarramento ma l’evoluzione tecnologica di quegli anni vanificò, in breve, l’intervento.
L’apertura del traforo del Frejus, una delle più importanti conquiste tecnologiche, sotto il punto di vista strategico si dimostrò un pericolo. L’elemento vincente del progetto del traforo del Frejus fu l’adozione dei perforatori meccanici ad aria compressa, che furono risolutivi nello scavo dell’opera. Un’opera che fu considerata di pari importanza al canale di Suez.
Sull’altura che dominava la conca di Bardonecchia, dove ancora si ergevano i ruderi del castello del Bramafam, fu realizzata una fortificazione moderna, nata dall’unione della pietra e del calcestruzzo. Da qui l’imboccatura del traforo e tutti i tracciati che scendevano dai colli sulla conca di Bardonecchia erano sotto dominio diretto.

 

Forte Bramafam

 

Il Forte Bramafam, la più importante fortificazione delle Alpi Cozie di fine Ottocento, fu costruito, tra il 1885 ed il 1894, sul sito dove si ergevano i ruderi dello Chateau du Bramafam; da quell’altura era facilmente controllabile l’imbocco del Traforo ferroviario del Frejus, divenuto fonte di notevoli preoccupazioni per un’eventuale invasione militare francese.

Il complesso del forte era stato progettato come unico blocco ma in corso d’opera, seguendo la morfologia del rilievo, fu deciso di suddividere la fortificazione in tre parti distinte: la Piazza d’Armi, il corpo centrale e il bassoforte realizzato sull’estremo occidentale.

Nella costruzione furono adottate per la prima volta tecniche innovative, abbinando ad una tradizionale struttura in pietra una copertura in calcestruzzo, nonché adottando armamenti di nuova concezione.

Dal 1895 il forte entrò effettivamente in funzione, con l’armamento schierato.
Nel corso della prima guerra mondiale, il forte, come tutte le fortificazioni delle Alpi occidentali, fu disarmato e le artiglierie inviate sul fronte austriaco; nel frattempo il Forte Bramafam fu utilizzato come campo di prigionia per soldati austro ungarici.
Negli anni Trenta del 900 il forte fu inserito nella sistemazione difensiva del Vallo Alpino, mantenendo un presidio sino al settembre 1943. Da tale data il Bramafam fu occupato da truppe tedesche, che vi mantennero un presidio sino al 27 aprile 1945, quando il forte fu abbandonato. Per le norme del Trattato di Pace di Parigi del 1947 il Forte Bramafam fu smantellato, poi iniziò il saccheggio e la devastazione sistematica.

Dal 1995 per iniziativa dell’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare si è avviato un cantiere di recupero ed è stata realizzata un’area museale di oltre 4000 metri quadri, un Museo sulla storia del Regio Esercito.

E’ stato allestito un itinerario di visita all’interno dell’opera che racconta la storia militare d’Italia dal 1890 al 1945 attraverso una serie di attente ricostruzioni ambientali fatte rivivere da 180 manichini con indosso uniformi originali del Regio Esercito, 74 artiglierie di diverse epoche (armi e cannoni), da oltre 2.000 reperti storici provenienti da fortificazioni dell’arco alpino e da plastici di fortificazioni.

 

Accesso
In auto: da Bardonecchia prendere la strada statale SS335 in direzione di Oulx. Percorso circa 1 km svoltare a destra sotto la ferrovia, oltrepassare il ponte sulla Dora e salire lungo la strada sterrata per circa 2 km fino alla Cappella Sant’Anna. Da qui proseguire a piedi per circa 300 metri fino ad arrivare al cancello di ingresso del Forte
A piedi: Da Campo Smith dirigersi verso il parcheggio sterrato sulla sinistra e prendere la strada ripida in salita denominata Vivier che in breve tempo porta in località Quattro Strade; da qui proseguire dritto in piano fino alla Cappella di Sant’Anna e subito dopo imboccare la salita a sinistra per raggiungere il Forte

 

Il Museo Sito ufficiale

La Batteria Jafferau

Sulla sommità della cresta dello Jafferau, a quota 2788 m., fu realizzata tra il 1879 e il 1900 la Batteria dello Jafferau con ruolo di opera difensiva ma anche offensiva.

La Batteria occupava la sommità della cresta per uno sviluppo di circa 300 metri ed una profondità di circa 30.  Era delimitata su tre lati da un fossato e sul quarto da un muro strapiombante. L’ingresso principale si presentava con un portale coronato da una merlatura quadrata, al di sotto la data del 1900 e la titolazione della Batteria dello Jafferau. Sopra l’architrave del portale era applicato lo stemma Sabaudo.

Restano di questa batteria, le mura esterne del baraccamento che si elevano ancora oggi nella loro altezza originaria, lo sviluppo della strada interna e l’interno di alcuni locali.

Accesso
In fuoristrada: da Bardonecchia prendere la strada in direzione Millaures – Gleise. Oltrepassare le borgate e proseguire fino a raggiungere il Savoia Mountain Resort. Da qui proseguire in salita lungo la strada sterrata per circa 4 km fino a raggiungere il forte

 

La Batteria del Foëns

Lungo il versante meridionale dello Jafferau, su un ripiano a quota 2205 fu costruita tra il 1897 e il 1899 la Batteria del Foens.

La batteria era protetta anteriormente da un terrapieno e completamente circondata da un muro di cinta per la difesa dell’opera. Antistante l’ingresso del forte, si apriva un ampio piazzale dove si incrociavano la mulattiera militare in salita verso lo Jafferau ed in discesa verso Bardonecchia.

Le cinque postazioni di batteria sono ancora visibili ed in buono stato così come la riservetta (locale adibito alla conservazione delle munizioni). La casamatta è parzialmente distrutta come il muro di cinta con le feritoie.

Accesso
In fuoristrada: da Bardonecchia prendere la strada in direzione Millaures – Gleise. Oltrepassare le borgate e proseguire fino ad incontrare sulla destra una strada sterrata. Percorrerla per circa 4 km fino a raggiungere il forte

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.bardonecchiafortificata.it