Palazzo delle Feste

Il Palazzo delle Feste
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Il suggestivo ambiente delle Alpi occidentali piemontesi, l’ospitalità tipica delle genti di montagna, uno spirito fortemente radicato alle secolari tradizioni di queste valli, ecco l’insieme dei valori che hanno il ruolo della Bardonecchia turistica.

E’ questa la Bardonecchia del Centro Congressi, che si propone all’attenzione del settore convegnistico nazionale offrendo un’ambiente ottimale per rispondere alle esigenze degli operatori.

Il Palazzo delle Feste – Centro Congressi di Bardonecchia è sito in un edificio i stile liberty risalente all’inizio di questo secolo, completamente ristrutturato.

Le due sale sovrapposte, denominate “Giolitti” e “Viglione” sono utilizzabili sia tra esse collegate che indipendenti, offrono una capienza totale di settecento posti.

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Brevi note sulla storia del Palazzo delle Feste

L’edificio fu costruito negli anni ’10 su progetto dell’Arch.Carlo Angelo Ceresa nella zona in cui anticamente sorgeva la Cappella del Saint Sepulcre. Tale zona era stata completamente sommersa (e con essa il citato edificio di culto) dai sedimenti alluvionali del torrente Rho (alluvioni del 1872 e 1873).

L’edificazione del “Kursaal” allora denominato “Gran Salone Divertimenti in Bardonecchia” fu voluta dalla Società Immobiliare di Bardonecchia, attiva agli inizi del secolo con una serie di iniziative sia immobiliari (costruzione di alcune “ville” di Viale Capuccio) che rivolte alla realizzazione di opere pubbliche (strade, arginatura torrente Rho, acquedotto).

I tempi della prima guerra mondiale l’edificio non è ancora completamente ultimato e viene utilizzato per alloggiare ufficiali e i prigionieri di guerra austro-ungarici. Dopo un periodo di non utilizzo la struttura venne successivamente adibita a sede alpina del dopolavoro della Soc.Fiat (divenutane nel frattempo proprietaria). Nel 1935 la Soc. Fiat dona al Comune di Bardonecchia l’immobile in cattive condizioni: in parte l’edificio è bruciato in parte ancora da ultimare.

Nello stesso anno il Comune di Bardonecchia affida i lavori di ristrutturazione e completamento alla ditta Visetti che in breve tempo li porta a termine. Il 3 agosto 1935 con “Il barbiere di Siviglia” si inaugura la stagione di spettacoli e l’edificio assume finalmente la denominazione di “Palazzo delle Feste”.

La gestione della struttura (teatro, caffé e bar) e la programmazione degli spettacoli (concertistici,teatrali e cinematografici) viene affidata al Sig:Umberto.Fiandra (impresario teatrale, negli anni successivi Direttore dei Teatri Carignano, Alfieri e Romano di Torino) con una intelligente ed articolata convenzione che garantisce la qualità degli spettacoli e degli intrattenimenti e la manutenzione dell’edificio. Dopo cinque anni di attività il rapporto con il Sig.Fiandra viene interrotto nel 1939:siamo alle porte del secondo conflitto mondiale.

Dal dopoguerra e per tutti gli anni ’50, ’60 e ’70, il Palazzo delle Feste ha subito un lento declino e degrado; è stato utilizzato per innumerevoli e diverse funzioni: sala da ballo, bar e cinematografo, ostello per la gioventù (primo ostello dItalia dell’A.I.G.), cinematografo, palestra, e poi deposito e magazzino.

Poi finalmente dal 1981 i primi interventi di restauro sostenuti con finanziamenti regionali, lavori assai onerosi, più volte sospesi in relazione alle disponibilità finanziarie del Comune; ed infine le possibilità offerte dal finanziamento dell’Unione Europea che hanno consentito di riattivare l’eccezionale struttura, inaugurata nel 1997.

L’intervento di restauro
L’attuale Centro Congressi Palazzo delle Feste è una bellissima costruzione, esempio e testimonianza architettonica del periodo a cavallo tra Eclettismo e Liberty; con i recenti e consistenti interventi di restauro (realizzati anche con finanziamenti dell’Unione Europea) è diventata una struttura di primaria importanza per Bardonecchia e per la Valle di Susa.
Il progetto di restauro ha garantito la conservazione praticamente invariata delle linee esterne dell’edificio con un aumento della sua capienza a fini congressuali ma anche quale struttura adatta ed attrezzata per ospitare spettacoli di vario genere.
Alla sala Giolitti (260 posti) e all’ampio ingresso (545 mq di superficie destinata all’accoglienza, attesa, cassa, informazioni, direzione, telefoni, bar ,guardaroba e toilettes) si unisce tramite una aerea gradonata la sovrastante grande Sala Viglione di circa 450 metri quadri, con una capacità di 450 posti di cui 300 in platea e 150 in galleria.
Questa sala dispone di un foyer di 365 mq. collegato tramite altra gradonata ad una soprastante balconata di 140 mq che dˆ accesso diretto alla galleria.
Al primo piano trovano anche posto una grande sala riunioni, un locale di attesa, locali per uffici e stampa e relativi servizi. Da questo piano tramite scala secondaria si accede alla cabina di regia ed alle cinque cabine di traduzione simultanea.
Nel piano sottotetto sono ubicati locali per l’archivio nonché la cabina di proiezione per eventuali spettacoli cinematografici.
L’area del palcoscenico è stata progettata prevedendone una polivalenza di funzioni: rappresentazioni teatrali, liriche e di prosa, spettacoli cinematografici, concerti, conferenze, convegni, proiezioni etc.
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